I segreti della Porta Santa

La Porta Santa, il ritorno e il perdono

La Porta Santa rimanda a Cristo e alla sua misericordia e la sua storia si perde nei secoli. La Porta Santa di San Pietro ha di certo, come si evince anche dalla sua ritualità, origini medievali.
Ciononostante, le cronache vaticane ci riportano come prima testimonianza della celebrazione durante il papato del papa Borgia, Alessandro VI.
 
L'apertura dei due battenti bronzei da parte del Vescovo di Roma, il prossimo 24 dicembre, segna l’inizio dell’Anno Santo e sarà varcata da milioni di pellegrini in arrivo da tutto il mondo per vivere appieno l’indulgenza plenaria ad esso collegata. La porta viene tenuta murata e viene aperta unicamente in occasione di un Giubileo, diventando il passaggio obbligato per chi vuole seguire Gesù, trovando in Lui la redenzione da ogni peccato e la salvezza. I Giubilei erano cadenzati inizialmente ogni 50 anni, successivamente, dal 1475 in poi, ogni 25. I 30 Anni Santi celebrati complessivamente nella storia, compresi i 6 straordinari, ultimo dei quali quello della Misericordia nel 2015-16.
 
Inizialmente era compito del Papa spezzare simbolicamente l’ultimo diaframma con un martello, per poi lasciare che i muratori portassero a termine l’opera. La tradizione di murare la Porta Santa di San Pietro e aprirla solo in occasione del Giubileo è rimasta in auge fino al 1975. Successivamente si decise di cambiare l’usanza, e da allora la Porta Santa viene semplicemente chiusa a chiave alla fine del Giubileo e riaperta per il successivo, il tutto, senza la presenza dei mattoni e del muro.
 
Ma come iniziò la sua affascinante storia?
Il Principe Giorgio di Baviera nel 1943 destinò il suo patrimonio privato alla realizzazione in bronzo delle porte della Basilica di San Pietro. La Commissione doveva bandire un concorso internazionale e decidere il vincitore.
Il bando fu pubblicato nel luglio 1947.
Arrivarono più di 87 progetti da tutte le parti del mondo e da artisti incredibilmente talentuosi, tra cui il già famoso Manzù, che non fu però considerato idoneo per via del suo stile un pò troppo moderno. 
Mentre si discuteva a chi dare l’ incarico, Mons. Ludovico Kaas, segretario della commissione del concorso e segretario della Fabbrica di San Pietro, decise di far realizzare una porta più piccola, non prevista dal concorso, la Porta Santa, che doveva sostituire quella del 1750. Il progetto della nuova Porta Santa fu sostenuto come  ringraziamento del popolo svizzero di essere stato risparmiato dagli orrori della guerra. Mons. Kaas dette direttamente l’ incarico dell’ esecuzione dell’opera allo scultore senese Vico Consorti, già iscritto al concorso delle altre porte per la Basilica Vaticana. Consorti aveva già realizzato per il conte Guido Chigi Saracini, come ringraziamento per la liberazione della città di Siena dai tedeschi, la Porta della Riconoscenza per il Duomo di Siena, inaugurata il 16 agosto 1946. Questa porta presenta richiami classici, con ricerca di forme rinascimentali, ed impressionò favorevolmente Mons Kaas. Il contratto venne firmato il primo marzo 1949. Kaas si fece carico di scegliere il tema dei due battenti in bronzo e gli episodi che l’artista avrebbe dovuto raffigurare nelle 16 formelle, spirate dalla preghiera di Pio XII: “Concedimi, o Signore, che questo Anno Santo sia l’anno del gran ritorno e del gran perdono“.
 
Consorti, senese nato nel 1902 e morto nel 1979, è noto principalmente come autore della Porta della Riconoscenza nel Duomo di Siena (1946) e della Porta Santa in San Pietro in Vaticano (1949), opere condotte all’insegna di una fedeltà al “vero” secondo i canoni di una mai contestata adesione alla tradizione. Egli eseguì La Porta Santa in soli nove mesi, il tempo di una gestazione, lo stesso tempo che ha impiegato Michelangelo per fare la Pietà di San Pietro. Fu Kaas a suggerire i soggetti forgiati nel bronzo delle formelle e tratti dalla Bibbia: raffigurano, secondo canoni estetici derivanti dall’arte del Trecento e Quattrocento toscano, la storia umana bisognosa del perdono divino. Il ciclo scultoreo narra la storia dell’uomo in sedici riquadri da Il Peccato e la Cacciata dal Paradiso Terrestre alle apparizioni di Cristo risorto a Tommaso e a tutti gli Apostoli riuniti, fino all’immagine di Cristo come porta di salvezza nell’ultima formella. Proprio quest'ultima, l’unica smontabile perché nelle intenzioni originarie era destinata ad essere sostituita ad ogni Giubileo, il prelato è rappresentato con una candela in mano mentre assiste all’apertura dell’Anno Santo da parte di Papa Pio XII il 24 dicembre 1949. Divertente e originale la scena dell’"Annunciazione", dove compare dietro una tendina la faccia di un gattino, particolare che intende donare alla scena un tocco di quotidianità domestica senza intaccare la sacralità della rappresentazione.

La Porta Santa in bronzo - Emissione Celebrativa Giubileo 2025
La Porta Santa in bronzo
L' iniziativa di Art&Co

Per la prima volta nella storia delle emissioni celebrative straordinarie noi di Art&Co abbiamo voluto consentire l’accesso ai privati e non solo alle Istituzioni come è sempre accaduto. Siamo fortemente convinti che l’arte, attraverso i suoi molteplici linguaggi, diventa un efficace strumento di educazione e di divulgazione di valori fondamentali di cui la società moderna ha fortemente bisogno in questo particolare momento storico. L’ opera del Maestro Vito Consorti è ora riservata ai collezionisti e non, in occasione del Giubileo 2025! Ogni esemplare, a numero limitato, è realizzato su calco originale dalla “Picchiani e Barlacchi” di Firenze, storica fonderia fiorentina. La Porta Santa è accompagnata da un certificato di autenticità e garanzia. Tutti coloro che parteciperanno al progetto accederanno al servizio “Art&Co in Tour”, che darà la possibilità di partecipare in via esclusiva e gratuita ad eventi culturali quali visite nei musei a porte chiuse e mostre su tutto il territorio nazionale.