Priest

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(New Zeland
vivente

La Biografia

PRIEST è un artista pop contemporaneo di origini neozelandesi, che vive a Londra e realizza le sue opere tramite la pittura e l’installazione. Il suo stile satirico contrappone immagini giocose e innocenti a soggetti oscuri e sovversivi.

Le sue composizioni sono vivaci e colorate e combinano cartoni animati nostalgici, videogiochi e street art in una critica ironica del capitalismo e della cultura aziendale. Anche i giocattoli hanno un ruolo importante nella pratica di PRIEST, la parola si trasforma in un termine dispregiativo legato ai pittori inesperti della scena dei graffiti e sottolinea l’elemento del gioco che è al centro del suo approccio.

“Il mio passaggio dai graffiti al mondo dell’arte non è stato esattamente un’evoluzione naturale; è stato piuttosto caotico ed imprevisto. Nel 2010 ho iniziato a realizzare graffiti illegalmente in Nuova Zelanda. Arriviamo al 2019, anno in cui mi è stata offerta una mostra in una piccola galleria di Melbourne: la mia prima personale, Toys. La mostra esplorava l’avidità aziendale, la nostalgia dell’infanzia, l’assurdità generale dell’età adulta e l’umorismo nero.

Oggi mi ritrovo ancora ad esplorare profondamente gli stessi temi; non sapevo che la mia prima mostra avrebbe definito il mio stile artistico così rapidamente. Questi dipinti recenti sono profondamente focalizzati sulla ricerca di un equilibrio negli elementi utilizzati per definire il mio lavoro” (Priest).

L'Arte

Le opere di Priest indagano l’evoluzione della street-art, dalla sua nascita nelle sottoculture urbane fino alla sua attuale incarnazione come oggetto di mercato nell’ambito artistico. Presentando opere fedeli all’estetica originaria delle strade, l'artista invita il fruitore a meditare sulla trasformazione e sulla conseguente commercializzazione dei graffiti.

L’utilizzo di etichette con prezzi esorbitanti e ironici, insieme alle corde di velluto che delimitano gli spazi espositivi, sottolinea con una nota di amara ironia il paradosso della vendita di quello che un tempo era solo un gesto di ribellione.

Dagli isolati più appartati, dove gli angoli delle strade diventano tele, graffiti e religione danzano un tango di inquietante somiglianza. Si tratta di mera aderenza a codici, o osiamo sussurrare di comandamenti non scritti? Chi maneggia bombolette spray e pennelli inchiostrati, chi tagger e chi imbianchini, vive secondo una regola fondamentale della cultura dei graffiti : " Non giocherai ".

Un termine, sottilmente dispregiativo, che funge anche da pratica essenziale, separando gli artisti esperti da quelli alle prime armi.

Emerge come un salmo dal libro biblico stesso, permettendo agli artisti di ritagliarsi la propria nicchia e di scalare la gerarchia della comunità dei graffiti. Dalle coste della Nuova Zelanda, l'artista contemporaneo PRIEST porta una diversa forma di sacramento nel regno stilistico della pop art e dei graffiti. Eppure, c'è una svolta nel suo sermone espressivo.

Abbraccia la dura teologia dei graffiti e informa la sua filosofia creativa con " Toys !". Questi non sono semplici giochi da bambini. Sono centrali e fondamentali, sia come cenno al termine dispregiativo dei graffiti, sia come simbolo dell'essenza giocosa al centro della sua pratica.

In un connubio senza precedenti tra l’energia incontenibile dell’arte di strada e il raffinato universo dello champagne di lusso, l’artista contemporaneo PRIEST presenta il suo progetto, “La Capitalizzazione del Graffitismo”, nell’ambito della prestigiosa cornice dell’Hotel Ca’ di Dio, rivolto al segmento luxury del mercato italiano e internazionale.

Questa iniziativa speciale, che si inserisce nel contesto della Biennale di Venezia, segna un punto di svolta nell’intersezione tra arte, cultura e filosofia commerciale.

PRIEST è salito alla ribalta come il più giovane artista presente nella mostra londinese Beyond the Streets alla Saatchi Gallery e da allora ha esposto in tutto il mondo in città come Los Angeles, Roma e Melbourne.

Le opere intelligenti di PRIEST invitano i collezionisti a entrare in un mondo in cui si scontrano umorismo nero e commenti culturali. Nelle sue parole, ogni progetto è un'idea ridicola portata molto più in là di quanto avrebbe dovuto essere all'inizio.

Le Opere

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