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Carmìne Antonucci nasce a Torricella, in provincia di Taranto, nel 1979. Attualmente vive e lavora a Sava.
La sua propensione e interesse verso l’arte la portano a frequentare il Liceo Artistico Lisippo di Taranto, per poi laurearsi presso l’Accademia di Lecce nel 2002 alla cattedra di pittura del noto Artista Luigi Spanò.
Il percorso artistico e la sua ricerca stilistica e formale la portano a definire con chiarezza il modo di fare pittura. Il suo nome Carmìne fa pensare che fosse destinata ai colori e alla pittura. Il suo genere è figurativo in maniera molto singolare. Le raffigurazioni femminili sono distanti ed eleganti. Un’eleganza sottolineata dalla postura delle mani, lunghe e affusolate che fanno pensare ai ritratti della tradizione rinascimentale in chiave moderna. Dentro c’ è la pittura figurativa italiana ma c’è anche la pittura giapponese che dalla fine dell’ottocento è ormai stata assimilata dagli artisti occidentali e che ha contribuito allo sviluppo della grafica in Occidente.
Senza dimenticare l’influenza dei manga di oggi, le cui immagini sono ormai conosciute assimilate attraverso i lungometraggi della casa di produzione dello studio ghibli di Miyazaki. Infatti le figure di Camìne sono fluttuanti, le mani e le carpe che si muovono tra i capelli. Tagli fotografici e prospettive ardite sono elementi identificative delle sue opere così come i colori forti e contrastanti dal grafismo dominante. Altro punto di riferimento è Hulya Ozdemir giovane artista turca le quali figure femminili libere, ritratte con una gran massa di capelli che si muove libera nello spazio della tela. I capelli e i pesci fluttuanti di Carmìne suggeriscono pensieri silenziosi. I capelli lunghi fluttuanti sono come fili di trame aeree che terminano con carpe che nuotano o volano e il tempo è sospeso.
Le mani, sempre molto importanti nelle sue opere, sono protagoniste. Levate e articolate si intrecciano ai fili dei capelli. Carmìne Antonucci ha partecipato a numerosi concorsi ed è citata su riviste specializzate quali Art Now, EuroArte, ecc. È presente in diverse mostre di note gallerie nazionali con collettive e personali che l’hanno resa nota al pubblico e alla Critica che ha riconosciuto in lei un grande talento Tecnico, Stilistico e Artistico.
Le hanno conferito numerosi riconoscimenti, tra i quali un’importante premio che la vede presente in un annuario d’arte contemporanea “Artisti 2022”. Carmìne è anche la presidentessa, art director e insegnante della scuola d’arte Art Inside.
Collabora anche con Enti pubblici e privati, quali servizi sociali, comunità di recupero tossico dipendenti, scuole di ogni ordine e grado organizzando progetti per far innamorare sempre più al mondo dell’arte.
Dopo anni di ricerca, Carmine Antonucci sembra aver trovato un proprio stile e una propria poetica per concentrarsi su forme più fredde e oggettive di realtà. In questo senso, proprio nella “nuova oggettività” devono ricercarsi le radici della Antonucci, il cui vero nome è Carmela, artista figurativa dotata di un’ottima tecnica e di grande senso estetico e coloristico: si pensi a un campione della Neue Sachlichkeit come Otto Dix e al suo “Ritratto dell’avvocato Hugo Simons” del 1925, in cui predominano in primo piano le mani ossute del committente, quadro che certamente è un punto di riferimento e confronto per gli ultimi lavori della pittrice italiana.
Le donne scapigliate della Antonucci, le cui chiome si trasformano magicamente in colorate carpe koi, si caratterizzano, infatti, proprio per le mani che si allungano verso lo spettatore e che diventano l’elemento portante della composizione, il punto focale che attrae il resto.
Nonostante il realismo, su tutto aleggia un sentimento di sospensione e di sogno tipico del surrealismo: le figure sono colte in pose di abbandono, oppure di frenetica messa in scena, su sfondi piatti e geometrici che ne fortificano la solitaria presenza/assenza. I tagli fotografici, dove le prospettive sono quasi aberrate, diventano una caratteristica importante del suo stile. I suoi personaggi sono bloccati in pose plastiche ma eleganti, circondati da pesci fluttuanti che nascono dai loro capelli che si muovono come trame ardite in uno spazio indefinito.
I pesci sospesosi e silenziosi, simboleggiano un pensiero profondo e segreto che si muove fluttuante intorno ad esse.





